Equitazione

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La F.I.S.E. nell’ottobre 2003 ha istituito il Dipartimento di Riabilitazione Equestre (R.E).

Questo atto sancisce il riconoscimento della R.E. come una delle discipline della Federazione e permette una riorganizzazione e un coordinamento di tutte le iniziative già presenti nella realtà dei Centri suoi affiliati ed una progettazione costruttiva per iniziative future. Questo è un passo importante per il futuro della R.E. in Italia, in quanto questa complessa disciplina ha una radice tanto nella tradizione sportiva, cioè negli “Sport Equestri” che ne costituiscono l’alveo ed il presupposto tecnico portante, che nella componente riabilitativa, che ne rappresenta la finalità specifica, quindi non può che esplicarsi in entrambi gli ambiti variamente integrati fra di loro.

L’utilizzo del cavallo e dell’equitazione quali mezzi per attività assistite dagli animali (AAA) e per terapie assistite dagli animali (TAA) siano le più conosciute e le più sperimentate. Richiamandoci alle linee guida stabilite dal F.R.D.I. (Federazione Internazionale di Equitazione Terapeutica ) possiamo stabilire le modalità d’intervento:

1) IPPOTERAPIA (Hippotherapy): questo intervento si basa sull’uso del cavallo come strumento terapeutico senza prevedere l’intervento attivo del soggetto. Richiede tecnici dell’area sanitaria specializzati in R.E. che operano con l’assistenza dell’istruttore di equitazione e l’impiego di cavalli appositamente addestrati. Si applica a soggetti con patologia neurologica e psichica medio-grave. L’intervento è più riabilitativo che rivolto all’insegnamento delle tecniche di equitazione, può essere impiegato anche con soggetti con forme di disabilità più lievi prima di passare alla Rieducazione Equestre

2) RIEDUCAZIONE EQUESTRE E VOLTEGGIO (Remedial/Educational Riding and Vaulting): prevede l’intervento attivo del disabile nella guida del cavallo. E’ prevista l’acquisizione delle tecniche di equitazione oltre al conseguimento degli obiettivi propri dell’area sociosanitaria (riabilitativi,neuromotori, psicologici, comportamentali, educativi, sociali, ecc. ecc.) l’istruttore di equitazione lavora in stretta collaborazione con i tecnici dell’area sociosanitaria. Trova una peculiare indicazione in soggetti con problematiche cognitivo-comportamentali.

3) EQUITAZIONE SPORTIVA PER DISABILI (Sport Riding for Disabled): questa fase segna il passaggio ad una situazione integrata sul piano relazionale e sociale. Può essere svolta attività agonistica vera e propria o comunque attività competitiva, o dimostrativa (show a cavallo, caroselli) o di giochi a cavallo, ecc. ecc.. E’ la fase della R.E. più strettamente connessa all’attività di aggregazione e socializzazione.

 

Il Centro di Riabilitazione Equestre Vittorio di Capua dell’Ospedale Niguarda


All´interno dell´Azienda Ospedaliera Niguarda Ca´ Granda, integrato con i servizi di recupero e rieducazione funzionale della Struttura Complessa di Neuropsichiatria dell´Infanzia e dell´Adolescenza, opera il Centro di Riabilitazione Equestre “Vittorio di Capua”, che si rivolge soprattutto alla fascia d´età 2-16 anni. 

Il Centro nasce con l´intento di rispondere in modo particolare all´esigenza di poter praticare programmi terapeutici adeguati, utilizzando metodologie e strumenti “non ostili” al bambino.
L´utilizzo del cavallo in riabilitazione significa avere a disposizione una ricchezza di strumenti che al cavallo sono naturalmente connessi: il ritmo, il movimento, la corporeità dell´animale, ecc.

Lo scopo della riabilitazione equestre è quello di offrire a un individuo con disabilità la possibilità di un migliore utilizzo della sua parte sana e delle sue potenzialità residue; ciò si realizza attraverso una serie di interventi terapeutici con il cavallo articolati in modalità diverse a seconda della situazione clinica del soggetto.

Per maggiori info sul Centro e le sue attività: www.riabilitazioneequestre.it

Testo tratto da disabili.com

By | 2013-07-01T09:46:09+01:00 Luglio 1st, 2013|ATTIVITA'|0 Comments

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